13 Maggio 2009
Avendo vissuto in Cina per 20 anni, e avendo fatto numerosi viaggi nel mio paese, ho potuto constatare cambiamenti incredibili nel mondo del lavoro cinese. Quando ero piccolo, vivevo all’interno della fabbrica dove lavorava mio padre, perché lo Stato metteva a disposizione per il lavoratore e la sua famiglia la casa, la mensa, il bagno comune e persino la scuola. IN questo modo potevano vivere quasi senza mai uscire dalla fabbrica. Essendo un sistema completamente statalizzato, il ritmo di lavoro era piuttosto lento; leggere il giornale, bere il the e chiacchierare durante il lavoro era una cosa molto comune. Inoltre che si lavorasse di più o di meno, il guadagno era uguale per tutti. Questo non favoriva la motivazione delle persone a lavorare meglio; fare carriera era strettamente connesso all’aderire al partito comunista. Ho notato che in questo genere di fabbriche così strutturate, le persone avendo a disposizione molto tempo libero, di dedicavano di più ai pettegolezzi, agli intrighi, alle invidie personali. Oggi, e più precisamente a partire dagli anni ‘80, le cose sono cambiate radicalmente: molte fabbriche statali obsolete sono scomparse e al loro posto, i privati e le poche imprese statali più efficienti hanno preso il sopravvento. Dalla Cina costiera verso l’interno, dal sud verso il nord, una rivoluzione industriale ha modificato e sta modificando la panoramica economica della Cina. Questo ha portato dei benefici tangibili in termini di infrastrutture quali autostrade, grattacieli, treni superveloci ed anche in termini di stipendi più alti. Ma ho la sensazione che la Cina sia passata in maniera troppo brusca dal comunismo al capitalismo selvaggio, soprattutto nel sud. Dalle visite da me fatte presso alcune fabbriche ho appreso che gli operai spesso lavorano dalle 7 di mattina alle 21, e si riposano solo 2 giorni al mese. Le condizioni di lavoro sono spesso approssimative, ci sono poche tutele o assistenze. In una fabbrica di Zhejing ho saputo che c’è gente che ogni mese percepisce solamente un quarto del suo stipendio, il rimanente lo riceverà a fine anno, così da trattenere i lavoratori ed evitare che cambino lavoro nel frattempo.
Yanping Liu
Global Sales Manager
Tag: Cina, lavoro, lavoro in Cina, mondo del lavoro, Yanping Liu, Zhejing
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13 Maggio 2009
Noi di Viterie Venete siamo sempre stati convinti che la filosofia Kaizen e l’applicazione in logistica del sistema Kanban sia una soluzione che snellisce l’attività di un’azienda agevolandone tutte le attività ed ottimizzando le risorse coinvolte. Oggi siete voi clienti che ci confermate questo ed in un momento di stallo economico, quale l’attuale, l’intuito di chi ha investito nel Kanban è stato premiato, perché ha permesso di soccombere meno alla crisi del mercato. Se le vendite in generale hanno subito in questi mesi una consistente frenata, l’attivazione di nuovi sistemi kanban presso nostri clienti invece è cresciuta di mese in mese.
Dall’inizio dell’anno ad aprile 13 nostri clienti hanno sottoscritto un contratto kanban! Un GRAZIE quindi ai clienti che credono in noi e nel servizio proposto…ed un BRAVI ai colleghi della Vive Service ….
Cristina Puppis
Responsabile Marketing
Tag: kaizen, Kanban, LEANTHINKING, Vincere
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23 Aprile 2009
Fuori sul mercato sta succedendo di tutto e ne stanno dicendo di tutti i colori.
Viterie Venete è in crisi, l’azienda sta per chiudere, l’amministratore va via. Da un certo punto di vista non mi dispiace mai che si parli di noi. E’ tutta pubblicità! Certo l’oggettività delle informazioni è un aspetto importante della comunicazione.
12 progetti Kanban nuovi in soli 2 mesi. Dato inconfutabile, non mi azzardo a mettere i nomi dei clienti, sarebbe un boccone troppo gustoso o troppo amaro per i nostri concorrenti! A fronte di numeri nel fatturato certamente non ecclatanti ma in linea con il momento non abbiamo mai lavorato tanto intensamente come in questo periodo. I contatti sono in deciso aumento e la strategia incontra l’interesse di una fetta di mercato sempre più esigente e attenta. Ero indeciso se scrivere o meno un articolo di questo tipo. Mi sembrava però doveroso quando in occasione di una delle tante interessanti visite presso clienti mi è stato chiesto se stessi per lasciare l’azienda.
Inaccettabile, tra l’altro proprio adesso che cominciamo a divertirci. Si insomma, quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare. E’ da un pezzo che stiamo giocando e non scherziamo per niente. Noi non giochiamo tanto per partecipare, ma per vincere!
Stefano Carotti
Chief executive Officer
Viterie Venete Group
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30 Marzo 2009

Anche in situazioni di mercato così coinvolgenti e particolari per tutti, Viterie Venete non vuole mai smettere di stupire e apre ai suoi clienti internauti una grande novità in anteprima sul mercato del fasteners: il ViVe Blog.
Si apre così l’era del Web 2.0 anche per Viterie Venete che vuole andare al di là del semplice concetto internet legato ad un pagina web informativa e spesso priva di ogni emozione che ogni giorno si vive all’interno dell’azienda.
Il ViVe Blog vuole essere una risposta ad una esigenza dell’azienda di avere una relazione sempre più diretta e diversificata con il mercato e con i suoi clienti. Trasmettere dunque le passioni che i nostri collaboratori vivono ogni giorno per riuscire a servire al meglio i clienti, con successo e anche con gli insuccessi o gli errori.
Ma con l’entusiasmo di sempre, rimane in Viterie Venete la persistente voglia di continuare a stupirvi. Parleremo e scriveremo di tutto e confidiamo in una interazione con ciascuno di voi per migliorarci e per tenervi aggiornati.
Un segnale ulteriore per dire che ci siamo, che ci eravamo e che continueremo ad esserci, con la caparbietà di avvicinare sempre di più ai nostri clienti, fornitori e concorrenti il meraviglioso mondo di ViVe Group.
ViVe Blog, voglia di parlarne…
Stefano Carotti
Chief executive Officer
Viterie Venete Group

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