La collaborazione instaurata con il Lean Team di Antonio Carraro è stata strutturata in 5 Workshop di miglioramento: ogni Workshop, di due settimane, si è occupato di analizzare ed apportare miglioramenti in diverse aree del magazzino.
Il primo Workshop ha visto come consulente Michele Giacometti di Antonio Carraro e si è tenuto in giugno 2007 focalizzandosi sull’area definita magazzino P,R,S: il team, composto da collaboratori provenienti da diverse funzioni aziendali (Giuseppe Bassan, Andrea Destro, Federico Finco, Cristian Muffato, Nicoletta Pezzin), ha individuato una serie di sprechi che si manifestano nella fase di prelievo in tale magazzino.
Gli strumenti utilizzati per fotografare la situazione iniziale sono stati: il Layout dell’area, lo Spaghetti-Chart per evidenziare i movimenti all’interno dell’area, il MUDA-Check per verificare appunto gli sprechi maggiori. Dopo aver analizzato tutti i dati raccolti, si è passati alle proposte di possibili soluzioni: il team ha individuato nell’applicazione delle 5 S la metodologia per ridurre gli sprechi ed ottimizzare le attività di prelievo nell’area considerata. Definita la strategia di intervento, si è passati ad intraprendere una serie di azioni di separazione di articoli non movimentati, pulizia dei vani di prelievo, sistemazione di imballi ed etichette identificative, riordinamento e ripallettizzazione della merce, standardizzazione e mantenimento del miglioramento conseguito. Miglioramento che si può riassumere in due dati molto significativi: l’attività di Workshop ha portato a liberare ben 142 vani su 770 (un miglioramento del 19%) ed a ridurre la percorrenza del pickerista da 50,4 metri a 12 metri (per un miglioramento del 76%).
Il secondo Workshop (consulente Edy Pietrobon) ha lavorato in luglio 2007 nell’area di picking a minipallet: le regole seguite sono state le stesse del Workshop 01 e cioè una giornata e mezza di training vero e proprio, una seconda fase di analisi, il brainstorming e quindi l’esecuzione delle soluzioni individuate. Anche in questo caso il team era composto da figure di varie funzioni (Paola Carta, Marco Cazzaro, Fabio Schiesaro, Marco Smania, Roberta Voltazza) e i risultati conseguiti sono stati stupefacenti: oltre all’introduzione di una nuova forma di stoccaggio di materiale in piccole quantità, l’introduzione delle 5 S ha portato a liberare un’altissimo numero di vani (451 minipallet e 345 bocche di lupo), migliorando nettamente le performance di prelievo all’interno di quest’area.
Quantità, ma soprattutto qualità: la merce è più facilmente rintracciabile ed è posizionata correttamente sul minipallet, limitando così al minimo le difficoltà del pickerista nel prelievo.
Lì nasce la vera difficoltà: come dice Smania è stato necessario “costituire la fase di controllo per verificare e mantenere i miglioramenti nel tempo”. In quest’ottica è fondamentale il coinvolgimento diretto di chi opera sul campo: lo testimonia Cazzaro del tecnico che infatti dice “personalmente ho apprezzato come siamo stati incoraggiati dai colleghi del magazzino stesso, come ci hanno coinvolto nelle loro problematiche: tutto ciò ha permesso alla nostra squadra di raggiungere un pregevole obiettivo.”
Un risultato subito conseguito dai due Workshop è stato quello di creare affiatamento e rafforzare i rapporti tra colleghi di differenti aree aziendali: tutti i partecipanti parlano infatti di squadra, team, gruppo.
Migliori relazioni interpersonali che costituiscono la base per lo sviluppo futuro di tutta l’azienda, e che contribuiscono a rendere i collaboratori ancora più motivati, come evidenzia questa frase di Schiesaro: “vivere questo miglioramento e renderlo tangibile è stata una soddisfazione indescrivibile.
E con il coinvolgimento di tutti, seguendo i principi Kaizen, i risultati che conseguiremo saranno veramente sorprendenti, ne sono sicuro!”
In definitiva, il continuo e progressivo miglioramento delle singole operazioni e procedure nell’ambito del processo di attraversamento del materiale all’interno del magazzino, è diventata la nuova sfida raccolta da Viterie Venete: essere più flessibili nei confronti del mercato, accrescere la capacità di reazione, limitare i tempi morti e le attività che non apportano valore aggiunto, aumentare la produttività degli operatori, migliorare la qualità del lavoro.



